Domenica 25 ottobre 2026, il Rotary Club Napoli, Presidente Francesco Di Palma, in interclub con il Rotary Club Ulisse 2101 – Golfo di Napoli, Presidente Alfonso Maria Cecere, ha visitato il Museo delle Arti Sanitarie sito presso l’ex Ospedale di Santa Maria della Pace in via dei Tribunali. La visita è stata organizzata da Simona Serao Creazzola, socia del nostro sodalizio, unitamente a Paola Villani, socia del Rotary Club Ulisse 2101.
Dopo i saluti istituzionali dei due presidenti e gli interventi introduttivi delle organizzatrici della visita, si è sviluppata la presentazione del Museo da parte del suo direttore e fondatore, il Dott. Gennaro Rispoli, che ha prima illustrato ai numerosi soci presenti ed a i loro ospiti che il Museo delle Arti Sanitarie occupa gli spazi destinati nel Cinquecento dalla fondatrice Maria Longo ad accogliere le Pentite, ex prostitute convertite e deputate ad assistere le malate di sifilide, e poi li ha accompagnati negli ambienti che ospitano il Museo.
Cuore della visita è stata la Sala del Lazzaretto, una delle più grandi al tempo della sua costruzione, che oggi è uno spazio dedicato alla storia delle epidemie e degli edifici storici sanitari e custodisce tra l’altro una vera originalità: un presepe dei pastori malati che ricordano alcune patologie mediche.
La visita si è poi conclusa nella sala dedicata a Giuseppe Moscati – che in attesa di essere poi sistemata presso l’Ospedale degli Incurabili, ospita temporaneamente la ricostruzione dell’ambiente di lavoro del Santo – dove il Direttore Rispoli ha ricordato la figura del “medico dei poveri” canonizzato da Papa Giovanni Paolo II nel 1987, e del quale nel 2027 ricorrerà il centenario dalla morte.
Durante la visita si è aggiunto al consesso il Dott. Gaetano Gubitosa, Direttore Generale dell’ASL Naspoli 1 Centro, che ha portato il suo saluto ai partecipanti sottolineando come sia importante anche in ambito medico preservare il valore della memoria e della tradizione.
Il Rotary Club Napoli nell’ambito del progetto di Club “Abbattimento delle barriere architettoniche” ha offerto un contributo al Museo delle Arti Sanitarie.






















